Vecchio è bello
19/12/2008
Un’ equipe di scienziati della South China University of Technology in Guangzhou, ha trovato una scorciatoia per invecchiare il vino in maniera artificiale che dovrebbe anche servire a migliorarne il gusto e ad articolarne i sapori. Grazie agli anni che passano infatti il vino, in special modo quello rosso, perde acidità e acquista una serie di fragranze inedite. Da qui l’idea di far passare il vino attraverso un tubo che scorre tra due elettrodi in titanio. I campi elettrici, infatti, come altri principi della fisica, sono in grado di modificare gli elementi costitutivi del vino e, nel caso specifico, di alterarne l’età. In sostanza l’equipe di scienziati cinesi prova a portare la fantascienza in cantina e inizia da un Cabernet Sauvignon di tre mesi. Dopo aver utilizzato la tecnologia il Cabernet Sauvignon è stato proposto a dodici degustatori, i quali hanno riconosciuto nel bicchiere assaggiato sapori e odori che normalmente solo il tempo può regalare. Gli scienziati spiegano che, con le giuste condizioni, la tecnica può accelerare il processo di invecchiamento, mettendo in moto una sorta di acceleratore temporale. Non solo, anche la qualità del vino in generale può subire migliorie significative dai campi elettrici. Per il momento cinque produttori cinesi di vino stanno sottoponendo la propria produzione alla tecnica brevettata dalla South China University of Technology in Guangzhou, ma in generale l’enologia che prova a frazionare il vino per poi migliorarlo e ritoccarlo è in piena espansione.